22 luglio 2019

Appunti di scrittura creativa

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Appunti di scrittura creativa

Seguono gli appunti della lezione di sabato 20 luglio 2019 a Roma (titolo: “Scrivere come i grandi: come imparare i segreti di scrittura dai maestri”; docente: Francesco Izzo). Sono righe sparse ed estrapolate quindi utili solo a me. È stata una lezione piacevole che ho voluto seguire per arricchire le “Lezioni di letteratura” di Nabokov. Inoltre è sempre bello sentire una persona colta parlare del leggere e dello scrivere, anche se avrei preferito un’analisi delle tecniche degli autori; Calvino e Murakami, per dire, sono stati appena citati nonostante fossero nel sommario promozionale. Altre considerazioni nelle note a fine pagina.

Scrivere come i grandi

Ci sono due metodi alla base di tutto:

  1. Trovare la propria voce.
  2. Imparare copiando (quindi leggere con metodo, leggere da scrittori).

Esistono due caratteristiche da scrittore, due patologie, che portano ad un conflitto ma anche all’idea di partenza per un lavoro:

  1. Disturbo da accumulo seriale: fare man bassa di qualsiasi cosa (“catturare tutto dall’esperienza sensibile”) in qualsiasi occasione. In questa fase bisogna assorbire senza avere personalità e mettere da parte per creare un archivio.
  2. Disposofobia: paura di buttare. Il lavoro dello scrittore non è quello di un creativo ma di un minatore.

L’idea si manifesta in tre modi (si può partire da):

  1. Storia. Ha uno sviluppo orizzontale. La storia è un esempio complesso di eventi, meglio se straordinari e non ordinari, e compresi dentro un arco narrativo, attraverso il quale i personaggi si svelano. C’è un tempo narrativo da rispettare (che può continuare anche dopo la morte del protagonista). Trovare la polarizzazione che la rende interessante.
  2. Personaggi.
  3. Mondo narrativo, ovvero dalle ambientazioni, i luoghi o il tempo storico.

Punti chiave

  • La scrittura non è neutra (paragone con la musica).
  • La scrittura è un agente di trasformazione.
  • La prima volontà è quella di essere sommersi da quel che si legge, poi bisogna passare allo studio.
  • Studiare e analizzare come registi e narratori usano il tempo, la linea temporale del punto 2 sopra (c’è una fine? dove? Pasolini non metteva la parola “fine” nei suoi film).
  • A parte tutta la tecnica, la storia sta da un’altra parte, e bisogna avere un legame emotivo con lei.
  • Leggere Dostoevskij serve a capire la tragicità dei personaggi: polarizzazione estrema di ogni personaggio. Cerca di capire la filosofia dei suoi personaggi (Roth è un erede di questa filosofia).
  • Leggere Kafka per il suo linguaggio chiaro, pulito, onirico.
  • Fonti: personaggi, corrispondenze, cose di un tempo passato rielaborate dal nostro punto di vista.
  • Modus operandi (il sistema usato): nessuno ti garantisce che hai scelto la strada giusta.
  • David Foster Wallace: “Letteratura è spiegare cosa vuole dire essere un ca**o di essere umano”.
  • Uno scrittore vive delle proprie ca**ate. Non bisogna mai risparmiarsi davanti alle nostre storie.
  • Lo scrittore non è un tuttologo. Ogni scrittore ha il suo piccolo ambiente e spazio emblematico nel quale si muove. È importante per lui. La forza delle sue storie è questa specificità, l’essere diverse e tematiche.
  • Delitto e castigo: ci arriva dopo aver vissuto internamente la faccenda (il patibolo). Usa tutti i sensi. I personaggi hanno un peso teatrale.
  • I fratelli Karamazov: nasce da un fatto vero (accuse di razzismo all’amico in università).
  • Il giovane Holden: impoverire il proprio linguaggio (“impoverire” nel senso buono). Cercare la verità in una sola voce.

Da cercare

Note

Come scritto in apertura, avrei voluto i dettagli sullo stile della prosa di certi autori, sugli intrecci delle loro trame e sul perché di certe scelte narrative. Questo lavoro è stato fatto su Dostoevskij, Salinger e, un poco, anche su Roth, ma non sugli altri - anche se il docente ha promesso di inviare delle slide complementari via email. Da approfondire i consigli di lettura e il suggerimento di riscrivere le parti e le pagine che più mi hanno colpito su un documento a parte (quindi non farlo con l’input vocale ma con una tastiera vera e propria). A chi si interessa di questi argomenti consiglio anche il libro di Guido Conti “Imparare a scrivere con i grandi” di cui ho parlato nella nona puntata del podcast.

P.S. 23 persone in partenza, 16 persone dopo la pausa pranzo: 7 persone sono sparite?

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