5 luglio 2021

Design Your Life

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Design Your Life

Seguono gli appunti del libro Design Your Life. Niente di memorabile (né il libro - secondo me, né quello che ci ho tirato fuori) ma almeno danno l’idea di cosa aspettarsi e mi aiutano a ricordare certi passaggi. Sono dei punti da leggere in sequenza, proprio come il libro. Gli autori cercano di indicare una direzione, e poi di evitare cavolate prima di metterla in pratica.

Design Your Life è un corso universitario (Stanford) poi diventato di culto, nel quale si cerca di rimbalzare le noie più comuni con una sistematizzazione, con uno schema, e con esercizi da fare nel weekend. Ci sono più pareri discrezionali di quel che avrei voluto (il colmo è quando, quasi alla fine, dopo pagine e pagine di leggère certezze, si arriva al punto: - “Ma come faccio a sapere se ho scelto bene?”, e si risponde: - “Va avanti e fa finta di niente”. A posto!) ma due o tre consigli saggi ci sono. Tipo quello di mettersi addosso le idee per qualche giorno e vedere come stanno; quello di contare sugli altri, non chiudersi ma espandersi; quello di non combattere la realtà; e anche il dare priorità alla felicità non è banale come suona.

Consiglio il libro in lingua inglese perché dovrebbe arrivare prima al sodo. Consiglio di leggerlo ai giovanissimi perché a tutti gli altri, se hanno vissuto un po', basta seguire il buon senso (lo so, a parole è facile).

Design Your Life

Problema di gravità: se non puoi agirci sopra non è un problema, è una situazione. Ha a che fare con la realtà. E anche di fronte alla realtà più deprimente esistono delle libertà; individuale e agisci lì.

Tu sei qui è l’unica risposta ad un problema di gravità. Accettare dove sei e partire da dove ti trovi, non da dove vorresti essere o da dove la gente spera che tu sia.

Fare una dashboard con punteggi da 1 a 5: Lavoro - Gioco - Amore - Salute.

Costruire una bussola: fare riflessione sulla tua visione del lavoro e una sulla visione della vita. Confrontarle. Si completano? Vanno in conflitto? Quale prevale?

Orientarsi cercando il flow, solo il flow. Il flow dà energia e non stanca, dà felicità, non fa pesare il viaggio, tutt’altro.

Sbloccarsi: fare mappe mentali usando le attività che ti hanno dato flow. Usa gli anelli esterni delle mappe per inventare contesti lavorativi.

Progetto Odissea: crea tre versioni alternative dei prossimi cinque anni della tua vita. Presenta i tuoi progetti a un’altra persona. Prendi nota di quanta energia ti fornisce ogni alternativa.

Realizza un prototipo di ogni versione del progetto Odissea, e prova a parlarne/presentarlo a qualcuno.

Per trovare un lavoro bisogna creare una richiesta, non proporsi. Le offerte interessanti sono raramente pubbliche ma soprattutto disponibili per chi è già nel giro.

Sfruttare il networking (chiedere la direzione a qualcuno più esperto o già dentro il settore) per attrarre le offerte.

Scegliere sempre la felicità. Non esiste la scelta giusta ma solo un buon modo di scegliere. Fase 1: raccogli e cerca opzioni. Fase 2: restringi la lista. Fase 3: scegliere saggiamente (provare a indossare ogni possibilità per un paio di giorni e vedere cosa ne esce). Fase 4: lascia andare e vai avanti (anziché: soffrire per il dubbio - credo che questa sia una cagata).

Abituarsi al fallimento: essere -> fare -> diventare. Il fallimento è inevitabile e infinito. Non combattere la realtà.

Costruire un team: vivi e progetta la tua vita in collaborazione con gli altri. Trovare mentori, sostenitori, intimi o possibili tali.

Finale: essere curiosi, provare le cose, riformulare i problemi, sapere che è un processo e una pratica, non la messa in scena della perfezione. Chiedere aiuto.

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