5 luglio 2021

Design Your Life

Condividi su Facebook
Condividi su Twitter
Condividi su Reddit

Design Your Life

Seguono gli appunti del libro Design Your Life. Niente di memorabile (né il libro - secondo me, né quello che ci ho tirato fuori) ma almeno danno l’idea di cosa aspettarsi e mi aiutano a ricordare certi passaggi. Sono dei punti da leggere in sequenza, proprio come il libro. Gli autori cercano di indicare una direzione, e poi di evitare cavolate prima di metterla in pratica.

Design Your Life è un corso universitario (Stanford) poi diventato di culto, nel quale si cerca di rimbalzare le noie più comuni con una sistematizzazione, con uno schema, e con esercizi da fare nel weekend. Ci sono più pareri discrezionali di quel che avrei voluto (il colmo è quando, quasi alla fine, dopo pagine e pagine di leggère certezze, si arriva al punto: - “Ma come faccio a sapere se ho scelto bene?”, e si risponde: - “Va avanti e fa finta di niente”. A posto!) ma due o tre consigli saggi ci sono. Tipo quello di mettersi addosso le idee per qualche giorno e vedere come stanno; quello di contare sugli altri, non chiudersi ma espandersi; quello di non combattere la realtà; e anche il dare priorità alla felicità non è banale come suona.

Consiglio il libro in lingua inglese perché dovrebbe arrivare prima al sodo. Consiglio di leggerlo ai giovanissimi perché a tutti gli altri, se hanno vissuto un po’, basta seguire il buon senso (lo so, a parole è facile).

Design Your Life

Problema di gravità: se non puoi agirci sopra non è un problema, è una situazione. Ha a che fare con la realtà. E anche di fronte alla realtà più deprimente esistono delle libertà; individuale e agisci lì.

Tu sei qui è l’unica risposta ad un problema di gravità. Accettare dove sei e partire da dove ti trovi, non da dove vorresti essere o da dove la gente spera che tu sia.

Fare una dashboard con punteggi da 1 a 5: Lavoro - Gioco - Amore - Salute.

Costruire una bussola: fare riflessione sulla tua visione del lavoro e una sulla visione della vita. Confrontarle. Si completano? Vanno in conflitto? Quale prevale?

Orientarsi cercando il flow, solo il flow. Il flow dà energia e non stanca, dà felicità, non fa pesare il viaggio, tutt’altro.

Sbloccarsi: fare mappe mentali usando le attività che ti hanno dato flow. Usa gli anelli esterni delle mappe per inventare contesti lavorativi.

Progetto Odissea: crea tre versioni alternative dei prossimi cinque anni della tua vita. Presenta i tuoi progetti a un’altra persona. Prendi nota di quanta energia ti fornisce ogni alternativa.

Realizza un prototipo di ogni versione del progetto Odissea, e prova a parlarne/presentarlo a qualcuno.

Per trovare un lavoro bisogna creare una richiesta, non proporsi. Le offerte interessanti sono raramente pubbliche ma soprattutto disponibili per chi è già nel giro.

Sfruttare il networking (chiedere la direzione a qualcuno più esperto o già dentro il settore) per attrarre le offerte.

Scegliere sempre la felicità. Non esiste la scelta giusta ma solo un buon modo di scegliere. Fase 1: raccogli e cerca opzioni. Fase 2: restringi la lista. Fase 3: scegliere saggiamente (provare a indossare ogni possibilità per un paio di giorni e vedere cosa ne esce). Fase 4: lascia andare e vai avanti (anziché: soffrire per il dubbio - credo che questa sia una cagata).

Abituarsi al fallimento: essere -> fare -> diventare. Il fallimento è inevitabile e infinito. Non combattere la realtà.

Costruire un team: vivi e progetta la tua vita in collaborazione con gli altri. Trovare mentori, sostenitori, intimi o possibili tali.

Finale: essere curiosi, provare le cose, riformulare i problemi, sapere che è un processo e una pratica, non la messa in scena della perfezione. Chiedere aiuto.

LA NEWSLETTER

Ti segnalo le nuove recensioni e poche altre cose. Circa due e-mail al mese e niente spam, parola mia.

Iscriviti Ora